Non faccio nomi e cognomi. Sono un signore. Ho avuto un piacevole incontro tra vecchi colleghi, un panino e un caffè e due chiacchiere.
La cosa più bella delle rimpatriate tra vecchi colleghi ė il rinnovarsi della stima reciproca perché in fondo loro erano i miei diretti “superiori” di un vecchio lavoro, e sentirsi dire che comunque è bello rivedersi fa molto piacere.

Quello che però non è bello ė il mal comune italiano della poca serietà aziendale nel gestire alla fine la “responsabilità sociale”, che viene fuori parlando con i due, ormai amici, più che ex colleghi. Quella che in gran parte in italia viene gestita male nei confronti dei dipendenti per avere qualche briciola in più magari poi sperperandola per cose futili non aziendali. Molte volte si fa sperando che la cosa non esca dalle quattro mura e non arrivi al cliente finale. Esempio di cattiva reputazione da non seguire. Prima o poi qualche cliente finale storcerà l’occhio sulle condizioni dei propri lavoratori sottopagati e sfruttati, nonostante le somme elargite, a chi fornisce la risorsa stessa, siano alquanto ragguardevoli.

Alfredo ė la persona che mi aveva selezionato come risorsa per il cliente finale, ha una grande stima di me, la stessa che nutro io nei suoi confronti dopo tutti i suoi consigli e le dritte che mi ha dato da collega. Di solito e sempre allegro e porta fiero il suo badge aziendale al collo come ero fiero io, ai tempi, di portarlo essendo di una delle aziende top nel panorama italiano.
Oggi ha una faccia davvero cupa e seria che non mi aspetto da un napoletano doc.

Direte: cosa c’è che non va?

Credo che sia giunta ora di sfogarmi.
SONO STUFO. STUFO DI QUESTI GIOCHINI STUPIDI!

In ITALIA c’è un sistema che non regge e porta i lavoratori del settore ICT come era il sottoscritto a essere sottopagati e sfruttati SOLO per il fatto che esistono aziende che sono dei parassiti legalizzati! Dopo 2 a volte 3 passaggi di mano lo stipendio del lavoratore arriva nelle mani dello stesso, e molte volte senza vantaggio alcuno, senza possibilità di ricollocamento se la risorsa non fosse più necessaria al cliente finale.

VUOI FARE L’IT? In italia sei una cosa “esterna” all’azienda stessa.
Perché mi sono iscritto a economia con lo stupore di tutti?
Perché voglio essere NECESSARIO all’azienda stessa. Voglio diventare indispensabile ad una azienda. Voglio essere implorato di non cambiare posto di lavoro in ginocchio!!!!!

La gran parte dei contratti che vengono offerti sono: piva sottopagato o a progetto di un anno rinnovato a più trance senza tanti complimenti.

E se magari sei come il nostro Alfredo fai il tuo dovere e anche di più, non vieni neanche valorizzato per quello che hai svolto, nessuna carriera nessuna nuova prospettiva migliore. Il finto “progetto” finisce quando meno te lo aspetti.

Non ti viene da fuggire all’estero? A noi si caro amico lettore. L’Italia sta perdendo gli italiani veri e di valore anche per questo.

Ovvio a meno che non entri nella casta degli “interni”. O comunque riesci a fare una “internship” di quelle fortuite che ti portano in azienda per molto tempo.

Altro motivo per studiare di più. L’università ė uno dei pochi modi per entrare nelle aziende come “amico” e non come “schiavo”. Ti può aprire una porta estera.

In italia il precariato ė una malattia diffusa e sintomo di infertilità e di diminuzione della spesa pro capite per beni accessori. Quando poi vedi immigrati esteri con molti figli e altre mille agevolazioni ti fai delle domande. Ma non per razzismo, ma per l’angoscia che ti viene sapendo che facendo meno figli finiremo per essere in inferiorità manifesta nella nostra madre patria.

Senza sicurezza chi te lo fa fare?!

Renzi sta suscitando interesse con la proposta di introdurre una disoccupazione per gli atipici con il suo job act.

C’è bisogno un cambio di mentalità nazionale e l’insegnamento di valori veri che molte volte sono trascurati per ignoranza. La cultura, l’informazione e la formazione sono fondamentali, a me viene il nervoso solo a vedere ragazzini che buttano carte ovunque nel paese dove lavoro.

Dai Alfredo, non ci salverà Matteo ma tu di sicuro non ti arrenderai!

In bocca al lupo collega ti sono vicino. Ci son passato prima di te.

Un abbraccio.

Lorė.

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